In viaggio verso il sud del Laos

Come tutte le mattine alle 6,30 il gallo canta e puntualmente mi sveglia. Sia in Thailandia sia nel Laos, nel cortile di ogni casa vi è una gabbia in legno con dentro un gallo. Un'altra giornata di viaggio mi aspetta. La destinazione è Vang Vieng, ad otto ore di autobus da Luang Prabang. Ancora una volta non riesco a rinunciare al fascino di viaggiare con l'autobus locale. Per me rappresenta un modo per entrare in contatto con gli abitanti locali, vedere come mangiano, come vestono, cosa fanno quando sono in viaggio. L'orario di partenza è stato variato dalla sera precedente e puntualmente non viene rispettato. Ormai ho capito il meccanismo. Gli autobus partono quando sono pieni, ed intendo dire strapieni. Come nella barca anche in quest'autobus viaggiano oltre alle persone anche cibo, bevande ed animali.

Ogni centimetro è stato utilizzato. Vengono utilizzati degli scabellini lungo il corridoio per aumentare il numero dei posti. L'autobus è vecchio e una scritta informa che sono stati donati dal Giappone, uno dei principali sponsor dello sviluppo del paese. L'ostacolo linguistico mi impedisce di dialogare con il ragazzo seduto al mio fianco ma non di comunicare. I gesti e il linguaggio del corpo ci permettono di fare qualche risata. Il suo sguardo è simpatico, ed è gentile come la maggior parte dei laotiani che ho incontrato. Non riesco a capire la sua età ma una sigla tatuato sul braccio ed una giacca militare con la scritta "U.S. Army" mi fanno dedurre che forse ha partecipato alla guerra del Vietnam.

La strada è tortuosa e il paesaggio è ancora una volta incantevole. L'autobus sale e scende dalle montagne, percorrendo la nuova strada che è stata asfaltata da non molto. Adoro essere in viaggio, adoro il continuo spostamento, l'andare a scoprire posti sconosciuti. Il viaggiare mi dà un incredibile sensazione di benessere. Sarà anche stancante fisicamente ma mi ricarica, mi dà energia. Non importa quale sia il mezzo di trasporto utilizzato. Mi piace essere in movimento. Una delle sensazioni che preferisco è lo stato di sorpresa/smarrimento che si prova all'arrivo in una nuova città. Mi piace poter scoprire la nuova città a poco a poco, magari senza l'ausilio di una guida o di una mappa., girovagare per le strade senza avere una precisa metà.

Arriviamo a Vang Vieng nel tardo pomeriggio. Che posto strano! L'autobus ci lascia lungo la strada, in un posto dove non ci sono abitazioni, ma solamente una vecchia pista di atterragio costruita dai militari americani. Seguo il flusso delle persone e scopro che a poche centinaia di metri ci sono ristoranti e guest house. Sembra una città costruita su misura per i turisti. Delusione. Mi fermo una notte e poi riparto per Vientiane, la capitale.

 

 


Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore.

Eleanor Roosevelt