Vientiane, la capitale
Vientiane
è la più grande città del Laos, ma la sensazione
è quella di essere in una piccola cittadina. Gli edifici
sono bassi e vi è molto verde. Ma la cosa più sorprendente
per una capitale asiatica è data dal fatto che praticamente
non c'è traffico. Come quasi tutte le città del Laos,
anche Vientiane sorge sulle rive del Mekong. Vi sono numerosi ristoranti
e bar lungo il fiume e i tramonti sono davvero spettacolari. Si
vede che cominciano arrivare i soldi dall'estero, nuovi alberghi
e nuovi locali vengono costruiti e si sente che la città
sta cambiando. Molte organizzazione internazionali hanno aperto
la sede qua e si cominciano a vedere le belle ville dei loro funzionari.
La città non offre molte attrazioni turistiche ma è
un posto piacevole dove poter soggiornare e godere la tranquillità
di questo paese.
Da
Vientiane sarei dovuto andare in Vietnam ma ho deciso di cambiare
programma. Mi sono trattenuto più del previsto nel Laos,
e a questo punto credo che valga la pena andare a visitare anche
il sud. Mi piange il cuore perchè il Vietnam mi incuriosisce
molto ma il tempo a disposizione è poco e preferisco visitare
questo paese interessante con più calma.
Quindi
il mio viaggio prosegue verso sud, in autobus locale naturalmente.
Nei giorni seguenti visito Savannakhet e Pakse. In due giorni faccio
altre quattordici ore di autobus e scopro una regione molto diversa
da quella del nord. Il territorio è principalmente pianeggiante.
Vi sono risaie e bufali ovunque. Una buona parte della popolazione
è di origine Vietnamita e quindi l'influenza del Vietnam
è molto forte. Le città sono dei veri e propri cantieri
edili. Ovunque si sta costruendo. Si costruiscono nuove strade,
nuove case, nuovi alberghi e nuovi ristoranti. Quasi tutti i lavori
sono svolti e coordinati dai cinesi che sempre più influenzano
l'economia dei paesi del sud-est asiatico.
Si
sta costruendo il Laos del futurio, il paese che cercherà
di uscire dallo stato attuale di povertà e di costruire le
basi per una crescita economica. Dopo anni di guerra e di devastazioni,
vi è la stabilità ma non ancora la democrazia. Tra
qualche anno tornerò da queste parti e mi ricorderò
di aver visto i primi segni di questa forte trasformazione.